Una settimana di ER al carcere minorile

Dal 13 al 17 luglio, un gruppo di 12 volontari ha proposto ai ragazzi dell'IPM di Rovigo delle attività ispirate a quelle dei centri estivi.

Dal 13 al 17 luglio, un gruppo di volontari ha proposto ai ragazzi dell'IPM di Rovigo delle attività ispirate a quelle dei centri estivi, per far passare ai ragazzi delle giornate diverse dal solito. La maggior parte di noi conosceva già questa realtà e ha scelto di continuare il volontariato in IPM perché ha preso a cuore la causa.

Abbiamo incontrato dei ragazzi molto accoglienti e pieni di voglia di raccontarsi, infatti i momenti di svago sono stati accompagnati da momenti in cui si sono aperti con noi.

Un'occasione in cui hanno potuto parlare dei propri sentimenti è stato durante un laboratorio di scrittura, in cui dovevano scegliere un'immagine che li rappresentasse e spiegare in che modo rispecchiasse i loro stati d'animo. Nessuno ha esitato a condividere con gli altri le proprie emozioni, senza essere frenati dal timore di apparire fragili. Così si è creato un momento di scambio sincero, una di quelle situazioni che permette di vedere oltre all'etichetta di "detenuto", che a volte accieca e nasconde il mondo che si cela dietro alle persone additate come "diverse".

Trascorrere diversi giorni in IPM è stata una novità che ha dimostrato i suoi vantaggi. Rispetto alle iniziative "mordi e fuggi", incontrare i ragazzi regolarmente ha permesso di creare un legame con loro, generando un clima di familiarità. In questo modo, abbiamo avuto modo di conoscere i ragazzi e di plasmare i nostri programmi in base alle loro esigenze, ad esempio proponendo le attività meno impegnative di mattina, perché in molti erano ancora stanchi.

Per quanto in soltanto una settimana non si possa offrire ai ragazzi un aiuto a lungo termine, abbiamo constatato che le nostre attività sono state in grado di alleggerire momentaneamente la loro routine.
Probabilmente il momento più significativo è stato l'ultimo pomeriggio trascorso insieme. Dopo aver personalizzato delle magliette bianche, abbiamo iniziato a firmarle, come si fa alla fine della scuola o di un centro estivo. È un gesto che potrebbe apparire di poca rilevanza, ma in realtà mostra il modo in cui i ragazzi ci hanno accolti per qualche giorno nella loro quotidianità e ci hanno resi partecipi di essa, rendendoci parte del loro gruppo. In seguito, abbiamo disposto le sedie in cerchio e ci siamo detti ciò che ci è piaciuto di più dei giorni trascorsi insieme. Abbiamo ricevuto molti feedback positivi e sembra che i ragazzi abbiano apprezzato la nostra voglia di farli divertire.

Un altro momento prezioso è stato durante la messa dell'ultima sera dei volontari nella Casa GP2, durante la quale don Lorenzo ci ha regalato delle chiavi ornamentali. Prima di darcele, ci ha spiegato il significato di questo dono: in molti dicono di rinchiudere i criminali e gettare la chiave, e noi l'abbiamo raccolta e abbiamo saputo usarla.

Una volta usciti per l'ultima volta dall'IPM, il dispiacere dovuto al termine di questa esperienza era palpabile e già si iniziava a parlare della prossima volta che ci torneremo. Infatti, il coinvolgimento diretto in una realtà così delicata suscita riflessioni, emozioni e interrogativi che lasciano un’impronta duratura, rendendo questa esperienza un'occasione significativa di accrescimento reciproco.

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