Professione Perpetua Giovanni e Marco

Conosciamo Giovanni e Marco con una intervista doppia, in vista della loro Professione Perpetua.

Vi proponiamo l'intervista doppia a Giovanni e Marco, che il 10 ottobre faranno la loro Professione Perpetua, dicendo il loro "Sì, per sempre" a Gesù, nella vita consacrata.

Chi sei?

Marco Gobbato

Giovanni Maria Andreetta

Da dove vieni?

Marco: Da Schio, in provincia di Vicenza

Giovanni: San Donà di Piave ma ora vivo a Torino

Quanti anni hai?

Marco: 31

Giovanni: 30, quasi 31

Tre caratteristiche che ti descrivono

Marco: Sono diversamente alto, dicono che spesso vivo "tra le nuvole", mi piacciono le parole

Giovanni: Attento ai dettagli, generoso, sportivo

Cosa facevi prima di essere suora/salesiano?

Marco: Animavo in Oratorio e studiavo Lettere

Giovanni: Studiavo Scienze dell'Educazione e lavoravo come educatore in un centro di accoglienza per migranti. Erano quasi 10 anni fa! 

Cosa ti ha spinto ad entrare in congregazione?

Marco: Domanda facile facile... proviamo a riassumere tutto in tre punti:
1) Ad un certo punto della mia vita, mi sono accorto di quanto la figura di Don Bosco sia diventata negli anni una figura di padre per me... e ho sentito la chiamata ad essere anche io padre spirituale per i giovani come tanti salesiani lo sono stati nei miei confronti;
2) Mi sono reso conto che se volevo essere veramente cristiano, e quindi vivere la mia vita seguendo Gesù, dovevo prendere sul serio la chiamata che Lui fa in moltissimi passi del Vangelo a scelte vere, forti, concrete;
3) Grazie all'accompagnamento e al confronto, ho intravisto che diversi doni che il Signore mi ha fatto lungo la storia (incontri, eventi, imprevisti) indicavano la vita salesiana come direzione luminosa per la mia felicità.

Giovanni: Fin da bambino sono cresciuto in Oratorio vedendo dei salesiani felici della loro vita tra i giovani. Da lì è maturata qualche domanda vocazionale che ho liquidato sempre in fretta e furia. Solo a 21 anni, dopo una serie di peripezie, ho avuto il coraggio di mettermi con verità davanti al Signore. Quindi... Perchè sono entrato in congregazione? Perchè mi sono sentito chiamato dal Signore su questa strada. Ho intuito che questa era la forma migliore che mi era concessa per crescere nell'amore verso di Lui, degli altri e di me stesso. 

Professione Perpetua: cosa significa per te?

Marco: La Professione Perpetua per me è prima di tutto il SI' grande tutta una vita che il Signore desidera pronunciare con forza nei confronti della mia povera esistenza. Un SI' così bello che per essere veramente tale chiede come riposta il mio SI', il mio PER SEMPRE, la disponibilità totale del mio cuore a scegliere OGNI GIORNO di stare dietro a Cristo, che desidera ardentemente la salvezza di tutti.

Giovanni: Significa aver toccato con mano la sua infinita misericordia nonostante i miei egoismi, scoprendo quanto mi abbia a cuore e sia fedele alla promessa di felicità che ha pensato per me. Ed è proprio di fronte a questo amore infinito che non posso far altro che rinnovare il mio sì a Lui per sempre, fondando la mia fragile fedeltà tutta sulla sua, affinché la mia vita possa essere dono per altri, in particolare per i giovani.   

Un augurio ai giovani.

Marco: Cari giovani, vi auguro di cuore (e prego affinché questo avvenga) di avere il coraggio di ascoltare la voce del Signore che chiama ciascuno di voi a diventare la migliore versione di voi stessi! Quella vita che Cristo ci invita ad accogliere con le sue parole e i suoi gesti è l'unica vita vera, piena, abbondante! Rubo una espressione ad un grande papa: non lasciatevi rubare il desiderio di pienezza che abita il vostro cuore e che tante cose cercano di soffocare! Abbiate fede, il Signore Gesù è il dono gratuito di Dio che corrisponde totalmente all'apertura infinita di ciò che abita in voi.

Giovanni: Vi auguro di lasciarvi incontrare per davvero dal Signore. 
Lasciatelo entrare nella vostra vita! Nella vita vera però... quella quotidiana. Fatta di alti e bassi, di gioie e turbamenti, di amori traditi e ritrovati. Lasciategli un pò di posto... per iniziare ne basta poco... poi Lui fa il resto!  

Siamo nel 150° anniversario del Sistema Preventivo di don Bosco: cosa vuol dire per te vivendo in mezzo ai giovani?

Marco: Anche qui, rubo parole che ho ascoltato di recente: il Sistema Preventivo è la traduzione di Don Bosco della Provvidenza di Dio! Il più grande maestro del Sistema Preventivo è proprio il nostro Padre che è nei cieli, il quale in ogni momento della nostra vita ci riempie di doni ancora prima che glieli chiediamo e, se ce ne rendessimo conto un po' di più, ci permette sempre di evitare di farci male! Concretamente, per me vivere il Sistema Preventivo è guardare ai ragazzi che incontro prima di tutto come a delle anime che vanno preservate dai pericoli delle bugie, degli egoismi, delle paure che bloccano... e agire di conseguenza con quella santa allegria tanto cara al nostro DB!

Giovanni: Beh, se dopo 150 anni continuiamo a parlare di don Bosco e del suo sistema educativo allora vuol dire che è ancora attualissimo, oggi tanto quanto ai tempi del primo oratorio di Valdocco. Questa è una delle conferme del dono grande che don Bosco è per la Chiesa e per il mondo intero. 
Detto ciò, nella quotidianità della mia vita salesiana, riconosco che i giovani sono un modo in cui Dio si prende cura di me, chiedendomi di essere per loro un fratello maggiore in continuo cammino, impegnandomi ad essere per loro testimone del suo amore. 

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