Natura e pixel: due mondi, un cuore

Nel mondo digitale di oggi, i giovani sono chiamati a non perdersi, ma a riscoprirsi. Tra connessioni e scelte, cresce una nuova umanità. Oggi parliamo di natura e pixel: due mondi, un cuore

Michal Vrba Michal Vrba

Per una spiritualità ecologica e digitale che custodisce la vita

Viviamo sempre più immersi in ambienti digitali. Ma questo non cancella il nostro bisogno di aria, di sole, di terra, di boschi, di corpi. La natura ci parla, ci educa, ci richiama alla nostra verità più profonda: siamo creature, non creatori. Non siamo solo menti connesse, ma corpi incarnati in un mondo vivente.

Eppure, oggi spesso dimentichiamo questo. Passiamo ore davanti a schermi, senza toccare una pianta, ascoltare un uccello, camminare a piedi scalzi. È come se ci stessimo staccando dalla sorgente della vita.

La disconnessione che fa male

L’uso eccessivo del digitale ha portato, soprattutto tra i più giovani, a:

  • una riduzione del tempo passato all’aperto;
  • una percezione indebolita del legame con la natura;
  • una perdita del ritmo naturale del corpo e del tempo (giorno/notte, stagioni, fatica/riposo).

In un mondo sempre più “intelligente”, rischiamo di diventare insensibili a ciò che ci circonda. E senza relazione con la natura, si perde anche una parte essenziale della nostra umanità.

Don Bosco, pur vivendo in un ambiente urbano e industriale, sapeva quanto fosse importante per i suoi ragazzi uscire all’aperto, giocare, camminare, fare passeggiate nella natura, perché solo così si armonizzava corpo, mente, spirito.

Una nuova ecologia integrale

Papa Francesco, nella sua enciclica Laudato Si’, ci propone una visione profonda: non basta preoccuparsi dell’ambiente, serve una conversione ecologica, che parta dal cuore e arrivi fino alle relazioni e alle tecnologie. Tutto è connesso.

“Non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale”
(Laudato Si’, 139)

Anche il mondo digitale fa parte di questa realtà. E può essere sia strumento di distruzione che luogo di nuova coscienza ecologica.

Digitale e natura: alleati possibili

Non dobbiamo scegliere tra natura e tecnologia. Possiamo educare a un uso del digitale che rispetti, racconti, valorizzi il creato:

  • documentari, video, immagini, realtà aumentata per far conoscere ecosistemi e culture;
  • app che promuovono il turismo lento, il trekking, l’agricoltura;
  • progetti digitali per la tutela ambientale, la raccolta dati ecologici, la sensibilizzazione.

Quando il digitale serve la vita, diventa uno strumento di bellezza e consapevolezza. Ma bisogna fare scelte concrete, ogni giorno.

Scelte per una vita più “incarnata”

Alcune pratiche semplici possono aiutare i giovani (e gli educatori) a vivere una tecnologia radicata nella natura:

  • Pause digitali in mezzo alla natura: un’ora nel bosco senza telefono. Solo ascolto.
  • Cammini con la creazione: uscite, campi scuola, momenti spirituali immersi nella natura.
  • Ecologia digitale: ridurre lo spreco di energia, evitare l’acquisto compulsivo di device, spegnere quando non serve.
  • Progetti di cura del creato: orti urbani, pulizia di parchi, giornate ecologiche condivise anche online.

Una spiritualità della terra e del silicio

Il digitale non deve renderci disincarnati. Deve, semmai, aiutarci a diventare più coscienti della bellezza e fragilità del mondo. È possibile sviluppare una spiritualità che tenga insieme silenzio, contemplazione, tecnologia e natura.

Come dice Paolo Benanti:

“Siamo chiamati a essere umani in una nuova condizione. La tecnologia non deve cancellare la nostra vocazione alla relazione e alla custodia”
[Fonte: https://www.paolobenanti.com/]

La natura ci rieduca

Quando ci stacchiamo dagli schermi e torniamo a guardare un tramonto, una formica, un albero, accade qualcosa: ci ridimensioniamo. Torniamo al nostro posto nel cosmo. E capiamo che il mondo non gira intorno a noi.

La natura non è solo un luogo, ma una maestra. Ci insegna:

  • la lentezza;
  • l’interdipendenza;
  • il rispetto;
  • la meraviglia.

Tutti atteggiamenti che ci aiutano anche a usare meglio la tecnologia, con responsabilità e misura.

In conclusione

Pixel e alberi non devono essere nemici. Possiamo vivere in equilibrio tra natura e digitale, se torniamo a guardarci attorno con occhi pieni di gratitudine e a usare le tecnologie per servire la vita, non sostituirla.

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