Michele e Bubu diventano diaconi

Sabato 13 giugno 2026, alle ore 15.00, nella Basilica di Maria Ausiliatrice di Torino-Valdocco, si terrà la celebrazione delle ordinazioni diaconali salesiane.

Sabato 13 giugno 2026, alle ore 15.00, nella Basilica di Maria Ausiliatrice di Torino-Valdocco, si terrà la celebrazione delle ordinazioni diaconali salesiane. Un momento particolarmente significativo per la Congregazione e per tutta la Famiglia Salesiana, che vedrà diversi giovani confratelli compiere un passo importante nel loro cammino vocazionale e ministeriale.

Per l’Ispettoria Salesiana “San Marco” dell’Italia Nord Est e il Movimento Giovanile Salesiano del Triveneto, la celebrazione avrà un motivo speciale di gioia e gratitudine: tra coloro che riceveranno l’ordine del diaconato vi saranno infatti i confratelli Iosif Tulbure e Michele Reolon a cui abbiamo fatto questa breve intervista!

1.⁠ ⁠A pochi mesi dalla professione perpetua arriva ora il diaconato, un’altra tappa importante del vostro cammino vocazionale: cosa vuol dire diventare “diaconi”?

don Michele Reolon

Credo significhi decidersi di zompettare dietro a Gesù per seguirlo nel suo essere servo di Dio e degli uomini. Indossare il grembiule e la stola, pronto a lavare i piedi sporchi delle persone e a donare il Pane di Vita agli affamati di senso.

don Iosif (Bubu) Tulbure

La parola servo in ebraico ha due significati: il servo così come lo intendiamo noi, ma significa anche figlio. Per me diventare diacono significa offrire a Dio quel poco che sono perché possa rendermi sempre di più figlio amato, diventando allo stesso tempo servo dei fratelli, servo che testimonia l'amore di Dio. 

2.⁠ ⁠⁠Il “servizio” sarà una delle attività principali del diacono: cosa vuol dire per voi essere al servizio dei giovani, della Chiesa e della Congregazione Salesiana?

don Michele Reolon

Sicuramente vuol dire non mettere al primo posto quello che io voglio o quello che io desidero: conta quello che Dio vuole. Servire è un piccolo e quotidiano perdersi per il bene di altri, andare alla deriva perché i sogni di Dio si realizzino, portare la vita dove vita non c'è. 

don Iosif (Bubu) Tulbure

Mettersi al servizio per me significa imparare sempre di più ad essere trasparente, da poter far trasparire l'amore di Dio. Come si fa? Mettendosi alla scuola di Gesù, di quel Buon Pastore che va in cerca degli ultimi, lava i piedi agli amici e perdona anche chi lo accusa. In sintesi, provare ad essere per tutti, specialmente per i ragazzi più poveri, segni e testimoni vivi dell'amore di Dio. 

3.⁠ ⁠⁠Sarete diaconi nell’anno dedicato al 150° anniversario del Sistema Preventivo di don Bosco: cosa significa per voi questo?

don Michele Reolon

Credere che per ogni ragazzo che incontro c'è speranza! Insegnare loro che non è mai finita... che è possibile vivere custoditi da un Amore forte e inesauribile. Insomma: essere un po' papà, un po' pastore. In modo che nessuno vada perduto durante il cammino...

don Iosif (Bubu) Tulbure

Per me diventare diacono in questo 150" significa avere sempre presente nel cuore che il vero servizio è sempre preveniente, perché l'amore sempre previene. Un amore che diventa educativo innanzitutto perché testimoniato e poi perché assume la postura della cura.

 


 

Versione app: 3.57.4 (346b7792)