Con Dio, in mezzo alla vita
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La giornata comincia con una sveglia rimandata due volte e finisce con il telefono ancora in mano. In mezzo ci sono lezioni o lavoro, messaggi a cui rispondere, persone da incontrare, qualcosa da organizzare in oratorio. Magari anche un servizio fatto volentieri. Quando finalmente ti fermi, però, può arrivare una domanda: in tutto quello che ho fatto oggi, dove sono stato davvero io?
Don Egidio Viganò (Rettor Maggiore dei Salesiani dal 1977 al 1995) conosceva questa fatica. Nel libro L’interiorità apostolica scrive ai salesiani, persone che hanno scelto di dedicare la vita a Dio e ai giovani. Li mette in guardia dal rischio di «immergersi nell’azione per se stessa»: fare, risolvere problemi, passare subito all’impegno successivo, fino a non trovare più spazio per guardare in profondità. La sua preoccupazione non è che abbiano troppo da fare. È che perdano di vista il senso di ciò che fanno.
«L’essere capaci di concentrare il molto in una sintesi vitale è il segreto dell’interiorità apostolica».
L’espressione sintesi vitale può sembrare difficile. Proviamo a pensarla così: le cose che riempiono la tua giornata sono molte, ma tu sei uno solo. Hai bisogno di capire che cosa le tiene insieme, che cosa orienta le tue scelte e il tuo modo di stare con gli altri.
Può capitare anche a un animatore. Prepara un gioco, sistema un imprevisto, ascolta un ragazzo che ha litigato con gli amici. Alla fine torna a casa stanco. Ha fatto del bene, e questo conta. Ma se trova un momento per ripensare alla giornata davanti a Dio, forse riconosce qualcosa di più: quel ragazzo aveva bisogno che qualcuno si fermasse con lui; in quell’incontro Gesù lo chiamava a voler bene con pazienza. Il servizio allora non è soltanto una voce nell’elenco delle cose fatte. Diventa un luogo in cui ascoltare il Signore e rispondergli.
Viganò chiama interiorità apostolica questa vita interiore che accompagna l’azione. Interiore non vuol dire chiusa dentro di sé; apostolica vuol dire inviata verso gli altri. Don Bosco ne è un esempio: tra ragazzi, incontri, decisioni e fatiche, cercava di vivere unito a Dio. La sua preghiera alimentava il suo amore per i giovani, e i giovani erano presenti nella sua preghiera.
Il testo di Viganò parla in modo specifico della vocazione dei salesiani consacrati. Un giovane non deve vivere come un religioso per lasciarsi interrogare da queste pagine. Può cominciare da una domanda semplice, alla fine della giornata: che cosa ho vissuto oggi con amore? E poi chiedere a Gesù di aiutarlo a riconoscere le persone incontrate, la fretta con cui magari le ha trattate, il bene che ha ricevuto e quello che può ancora fare.
Bastano pochi minuti, ma occorre fermarsi davvero. L’interiorità apostolica comincia anche così: portando davanti a Dio la vita che hai vissuto, perché domani tu possa esserci con tutto te stesso.
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Testo di riferimento: Egidio Viganò, L’interiorità apostolica, introduzione «Contro il pericolo della superficialità spirituale» e § 1.1, «Perché usiamo questa terminologia?», nell’edizione Elledici, 2020.
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