Don Filippo ci aggiorna sulla missione che sta portando avanti in Etiopia
Carissimi amici come state?
Spero bene, un saluto a tutti.
Due domeniche fa, abbiamo celebrato la Giornata Missionaria Mondiale, con il titolo “Uno in Cristo, uniti nella missione”, una domenica all’anno per ricordarci delle missioni in giro per il mondo. Siamo tutti una grande famiglia e ci prendiamo cura gli uni degli altri. Anche la nostra parrocchia di Lare ha partecipato alla giornata missionaria e quello che abbiamo raccolto, 10 euro e un sacco di granoturco, insieme alle altre parrocchie di Gambella, lo daremo per la solidarietà per le altre Chiese del mondo.
Domenica scorsa abbiamo celebrato la festa di tutti i santi e abbiamo ricordato tutti i nostri cari defunti.
Qui a Lare non abbiamo il cimitero, nella cultura nuer i cari defunti vengono sepolti vicino alla propria capanna.
E proprio la scorsa settimana abbiamo fatto un funerale di un uomo anziano, che abbiamo accompagnato nella sua breve malattia fino al suo ultimo giorno.
Il giorno stesso, dopo qualche ora, bisogna seppellirlo, per le alte temperature che ci sono.
I parenti decidono il posto e subito tutti i vicini vengono e danno una mano a scavare un fossa molto profonda con pala e piccone. Il lavoro dura circa un paio d’ore.
Poi avvolgono il morto con un lenzuolo oppure con una stuoia, qui non esistono le casse e non ci sono le pompe funebri.
E dopo una breve preghiera si adagia il corpo nella fossa e si ricopre bene.
Infine il funerale viene fatto dopo due o tre giorni, lì dove è stato seppellito, insieme a tutti i parenti e amici, con una grande preghiera per il defunto e qualcosa da mangiare per tutti alla fine.
È sempre un momento forte e toccante per tutti partecipare alla sepoltura e al funerale, e nelle preghiere chiediamo di tenerci pronti, di preparaci al nostro giorno.
È da una settimana che la vita sembra tornata normale, l’esercito sta presidiando Gambella e anche la strada che porta a Lare sembra riaperta senza tensioni. Abbiamo avuto giorni veramente difficili nel mese di ottobre, un quartiere di una etnia in rivolta totale per vendicarsi di alcune uccisioni, dei villaggi assaltati e bruciati lungo il fiume Baro, feriti e morti trovati per strada dopo gli scontri notturni...
Ci sono stati molti sfollati da un quartiere di Gambella i quali, durante le tensioni, si sono riversati tutti nella nostra Chiesa vicina. Per un paio di settimane la Diocesi e le suore di Madre Teresa hanno dato da mangiare a più di 800 persone. Ora stanno piano piano tornando alle proprie case o da parenti in altri quartieri.
Chiediamo ogni giorno il dono della pace, perché Dio possa darcela e tutti noi possiamo collaborare a realizzarla.
Tutte le attività della nostra parrocchia sono partite, i nostri 6 asili, i bambini sono quasi 600, tutti si iscrivono, poi vengono a scuola portando anche il fratellino o la sorellina più piccola e così si moltiplicano... per la gioia dei maestri.
Le attività di catechismo a Lare e nelle varie capelle, l’oratorio, i gruppi di formazione.
Nel mese di novembre, il gruppo del coro ogni fine settimana andrà per due giorni di scambio e formazione nelle varie cappelle che abbiamo fuori Lare, per stare un po’ insieme e sostenere i vari cori delle chiesette che abbiamo.
Ecco infine, per cosa lavoriamo, per far provare alla gente la nostalgia di Dio, nostalgia di avere una amicizia con Lui, di poter incontrarsi insieme e pregare, di conoscerlo di più, di avere fede.
Un ricordo reciproco per tutti nella preghiera a presto
Abba filippo
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